Ora che stanno facendo la loro comparsa giornate più lunghe e calde, non solo sbocciano i fiori nei campi. Anche la città si sveglia, offrendo al fotografo cittadino fonti inesauribili di possibilità creative. Scopri tutto sugli inizi della fotografia cittadina, e sfrutta inoltre cinque suggerimenti.

Nella prima fotografia (riuscita) – risalente a circa duecento anni fa – è possibile osservare i tetti degli edifici. Esagerando un po’, è possibile affermare che la fotografia è iniziata con una veduta cittadina. Naturalmente, l’affermazione non è del tutto vera. Al suo creatore, il parigino Joseph Nicéphore Niépce (1765-1833), occorse un’esposizione di otto ore per realizzare la foto. Scelse un soggetto statico per motivi comprensibili e per l’indubbia comodità di poter realizzare la fotografia dal suo studio.

Joseph NiépcePoint de Vue du Gras – Vista dalla finestra a Le Gras - Joseph Niépce

Fotografo cittadino

La fotografia cittadina, chiamata anche urban photography, si sviluppa realmente soltanto durante il soggiorno a Parigi per affari dell’inglese William Henry Fox Talbot (1800-1877). È il 1843 e Talbot risiede nella capitale francese per promuovere il processo negativo da lui inventato. Anche se non ha successo, i suoi scatti dell’architettura parigina lasciano il segno: ancora oggi sono fotografie importantissime. Eppure occorreranno altri vent’anni prima che la fotografia cittadina raggiunga la maturità. Parigi diventa la prima città nel 1862 ad avere un vero fotografo cittadino, nelle vesti di Charles Marville (1813-1879). Il “Photographe de la Ville de Paris” aveva principalmente l’incarico di catturare le principali opere dell’urbanista francese Haussmann.

William TalbotVista dei boulevard di Parigi - William Talbot

Prestigio

Ma ciò non toglie che, nel periodo successivo, la pittura godesse ancora di maggiore prestigio rispetto alla fotografia. Ad esempio, i pittori sfruttavano i fotografi per immortalare edifici e scene di strada: in seguito usavano le fotografie come basi per i loro quadri. Tale corso degli eventi aprì la fotografia cittadina a un pubblico più ampio. Eugène Atget (1857-1927), un pioniere nel settore della fotografia urbana, diede una spinta particolare a questo sviluppo. Al francese piaceva fotografare Parigi nelle ore mattutine, per immortalare la città dormiente nella magia della nebbia. Atget creò anche uno dei libri più ammirati nella storia della fotografia, Atget: Photographe de Paris: splendide immagini di un tempo che se n’è andato, di edifici che sono stati demoliti e scene di strada sparite per sempre. Parlando di fotografie di città, non si può non menzionare Berenice Abbott (1898-1991). La fotografa americana, fortemente influenzata da Atget, acquisì fama mondiale con le sue foto in bianco e nero dell’architettura e dell’urbanizzazione di New York durante gli anni Trenta. Le sue fotografie sono ineguagliabili, così affascinanti e motivanti da spingere i fotografi a prendere subito la propria fotocamera e visitare una città a caso. Altri contributi fondamentali arrivarono da fotografi urbani famosi come Alfred Stieglitz (paesaggi urbani), Andreas Feininger (astrazioni), Henri Cartier-Bresson (fotografia di strada) e Lee Friedlander (storie dalla città), che esplorarono ed elaborarono ulteriormente questo genere affascinante.

Eugène AtgetParis - Eugène Atget

Desolazione

Nel frattempo, il concetto di fotografia urbana è cambiato. La fotografia urbana non è semplicemente pregevole architettura, parchi perfettamente organizzati ed edifici storici. Alcune delle migliori fotografie cittadine sono immagini della “faccia nascosta” della città stessa, come luoghi sovversivi e illegali. Il risultato è estremamente interessante: nuovi rami nell’albero della fotografia urbana, come la cosiddetta urban exploration photography (fotografia di esplorazione urbana). Le immagini in questa disciplina mostrano siti industriali abbandonati, capannoni industriali vuoti, rovine, corridoi e tunnel sotterranei. Anche qui, alcuni fotografi – giustamente – colgono un senso di bellezza. Un ulteriore passo è la non-photography, un movimento all’interno della fotografia urbana che non ha regole e consiste principalmente di scatti volatili e significativi delle strade.

Lee FriedlanderNew York - Lee Friedlander

Suggerimenti per il fotografo urbano (agli inizi)

L’ambiente urbano, in continuo mutamento, con i propri abitanti, situazioni, edifici, ponti, superstrade, stazioni, cantieri, cartelloni pubblicitari e zone industriali, offre una serie inesauribile di prospettive creative per i fotografi; inoltre, ogni città o paese presenta le sue caratteristiche specifiche. L’unica domanda a cui devi rispondere, in quanto fotografo cittadino, non è cosa fotografare, ma come.

1. Utilizza la luce
Il segreto di un’eccellente fotografia cittadina è l’utilizzo intelligente della luce. La città dà il meglio nella luce tenue del mattino e della sera. Quando il sole tramonta, il crepuscolo rafforza l’atmosfera di anonimato e alienazione, anch’essa parte integrante della città.

2. Scatta!
Se vedi qualcosa di interessante, scatta! Non preoccuparti se le persone ti guardano in modo strano quando fotografi all’improvviso un idrante o una pozzanghera nel bel mezzo della città. Agli inizi, ti sentirai spesso in imbarazzo, quindi aspetterai che nessuno ti stia guardando o che tutti se ne siano andati, ma in una città potresti dover aspettare a lungo.

3. Rifletti sulla composizione
Gioca con l’inquadratura e prova a guardare da un punto di vista diverso. Piegati sulle ginocchia, se necessario stenditi sull’asfalto e fotografa da ogni posizione immaginabile. Ad esempio, fotografando “verso l’alto” enfatizzerai le dimensioni della città.

4. Cerca i contrasti
Impara a osservare i contrasti o le composizioni. Una foto di una cassetta delle lettere imbrattata non è male, ma se il soggetto è solo la cassetta delle lettere sarà un po’ noiosa. Cerca di ottenere una bella inquadratura nella foto inserendo anche qualcosa in primo piano e/o nello sfondo. Se questo qualcosa crea un contrasto, ancora meglio. La stessa cassetta delle lettere imbrattata avrà un impatto molto maggiore quando qualcuno inserisce una lettera: ciò significa che a volte fotografare equivale anche ad aspettare...

5. Crea profondità
Ricerca linee o elementi e fai sì che queste linee terminino con il soggetto che vuoi evidenziare. Puoi fare pratica anche se non hai una fotocamera con te. In questo modo, imparerai a valutare immagini proprio come quando hai l’occhio incollato al mirino. Col tempo, noterai che una città offre molto di più di quanto avevi inizialmente pensato: improvvisamente scoprirai situazioni particolari e splendidi soggetti ovunque.

Digifoto Pro

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