How do you work with low light? 5 tips from event photographer Thom Verhoeven

Come lavorare con poca luce? 5 consigli del fotografo di eventi Thom Verhoeven

Vuoi iniziare con la fotografia di eventi, ma lavorare con poca luce ti sembra ancora una sfida? Ti capiamo benissimo. Per questo abbiamo chiesto consiglio al fotografo di eventi Thom Verhoeven: “Agli eventi la luce è spesso scarsa e gli artisti si muovono parecchio. Questo può rendere davvero difficile ottenere scatti d’azione nitidi.” Thom condivide cinque consigli pratici per scattare foto d’azione nitidissime con poca luce durante un evento.

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Consiglio 1: prevedi i tuoi scatti

“Durante un’esibizione un artista si muove molto. Quanto velocemente e in che modo dipende dal genere musicale. Per questo è utile conoscere un po’ il musicista: così vedi o senti arrivare certi momenti. Fai attenzione agli schemi (più o meno) fissi che spesso si ripetono, per esempio con le luci. I fari spesso ruotano o cambiano colore a intervalli regolari. L’artista a volte segue un certo percorso sul palco. Se lo sai prima di iniziare l’incarico, puoi prepararti e pensare alla composizione ideale in combinazione con la luce giusta.”

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Consiglio 2: scatta a raffica

“Personalmente non uso molto la modalità raffica, ma la consiglio ai fotografi di eventi alle prime armi. Ti dà più possibilità di fare centro, perché con questa funzione scatti più immagini una dopo l’altra. Se la usi nei momenti in cui succede molto, sei sicuro che ci sarà sempre una buona foto. Quindi scatta brevi raffiche nei momenti d’azione. Meglio una foto in più che una in meno. Dopo potrai selezionare le migliori.”

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Consiglio 3: approfondisci le impostazioni di esposizione

“È importante partire dalle basi delle impostazioni di esposizione. Crea una tua base di partenza e lavora da lì. Io, per esempio, tengo quasi sempre il diaframma alla massima apertura possibile. L’ideale è un obiettivo tra f/1.2 e f/2.8; con aperture molto più chiuse si finisce con valori ISO più alti, perché a un certo punto il tempo di posa non ‘può’ allungarsi oltre se vuoi ancora foto nitide.

La stabilizzazione d’immagine può aiutare con lunghezze focali maggiori, ma ovviamente non ha alcun effetto sui soggetti in movimento. Come limite minimo uso spesso un tempo di posa di 1/60s per i soggetti statici e di 1/250s per le persone che camminano o ballano, e anche più rapido se la luce lo consente.

I valori ISO sono spesso già 1600+. Eppure di solito preferisco la nitidezza a un’immagine con meno rumore. Il rumore si può ancora correggere, il mosso no. Una foto ben esposta con un po’ di rumore è molto più facile da ripulire di una foto sottoesposta, in cui comparirà tantissimo rumore quando in post-produzione compenserai la cattiva esposizione.”

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Consiglio 4: usa l’AF a punto singolo, a piccolo gruppo o il riconoscimento del volto

“Molte fotocamere vanno in confusione quando nell’inquadratura c’è un forte contrasto tra le diverse zone. Spesso la fotocamera tende a mettere a fuoco la parte più luminosa dell’immagine, per esempio un faro. Una fotocamera con più punti a contrasto ne risente meno.

Usando un gruppo più piccolo di punti AF e gestendolo tu stesso, limiti la fotocamera a una zona precisa della composizione e aumenti le probabilità di una messa a fuoco corretta. Inoltre la fotocamera è molto più veloce, perché le indichi dove vuoi mettere a fuoco invece di lasciarle valutare da sola tutto il fotogramma.

Le moderne mirrorless dispongono spesso del rilevamento del volto e persino degli occhi. È uno strumento utile per catturare l’azione: la fotocamera fa tutto il lavoro in pochissimo tempo. A volte conviene scattare in AF-S/single shot, perché in AF-C o Servo la messa a fuoco può pendolare o diventare nervosa con poca luce. Ovviamente fai attenzione alla ridotta profondità di campo dovuta all’ampia apertura del diaframma.”

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Consiglio 5: scatta in RAW

“La post-produzione delle foto scattate con luce artificiale incide molto sul risultato finale. Salvando le foto in RAW memorizzi i dati grezzi. Il vantaggio è che in post-produzione hai molte più informazioni a disposizione rispetto a un JPG. Durante l’azione non sempre riesci a impostare il bilanciamento del bianco, ma in post-produzione puoi ancora correggerlo senza perdita di qualità. Scattare in RAW è indispensabile anche per ridurre il rumore, eliminare le dominanti di colore e correggere gli incarnati.”

Cosa c’è nella borsa?

Thom: “Nella fotografia di eventi l’attrezzatura non è certo la cosa più importante. Eppure è fondamentale avere quella giusta. Come detto, gli obiettivi luminosi sono un must. È utile anche che mettano a fuoco rapidamente. Purtroppo l’obiettivo perfetto non esiste, quindi a volte bisogna scegliere in base alla situazione. In una grande sala concerti, per esempio, può capitare di poter fotografare solo dal fondo con un teleobiettivo, mentre altre volte puoi stare in prima fila con un grandangolo, praticamente sotto i piedi dell’artista. Per fortuna ci sono molte opzioni entry-level convenienti, come un 50mm f/1.8, che offrono risultati e qualità eccellenti per il prezzo.

Attualmente lavoro con la mia Sony A7 mark III abbinata al Tamron FE 28-75 f/2.8 RXD, al Sony FE 55mm f/1.8 Zeiss e al Sony FE 85mm f/1.4 GM. A volte mi serve più escursione focale e allora uso il Sony 70-200mm f/2.8 GM. Ma molti dei miei lavori migliori li ho scattati con una ‘vecchia’ Nikon D700 abbinata a un 85mm e un 50mm relativamente economici. A dimostrazione che spesso quel qualcosa in più arriva dagli obiettivi giusti e da un po’ di tecnica.”

Aggiornamento: nel frattempo il suo corredo è un po’ cambiato. Ora lavora con la Sony A7 V, affiancata dalla Sony A7 IV come secondo corpo. Come tuttofare usa il Tamron 28-75mm f/2.8 Di III VXD G2, oltre al Sigma 35mm f/1.4 DG II Art e, ancora oggi, al Sony FE 55mm f/1.8 Zeiss Sonnar T*, che dopo tutti questi anni resta uno dei suoi preferiti.

“Se dovessi scegliere un solo obiettivo, sarebbe ovviamente il 28-75mm f/2.8. Gli obiettivi con lunghezza focale e apertura simili sono semplicemente i più versatili per situazioni del genere. Personalmente preferisco lavorare con le ottiche fisse, anche per la qualità d’immagine e la grande luminosità, ma non è sempre pratico con artisti così dinamici e i continui cambiamenti sul palco. Una fotocamera moderna (full frame) non è indispensabile, ma fa una grande differenza ai valori ISO più alti.”

Chi è Thom Verhoeven?

Thom, di Rotterdam, è quasi sempre impegnato con la fotografia e la creazione di immagini. Per quanto riguarda i lavori su commissione, si concentra soprattutto su matrimoni, eventi e concerti. Thom è entrato nel settore tramite alcuni amici. “Ho avuto la possibilità di partecipare agli eventi. Dopo tanta pratica, tentativi ed errori e ricerche su internet, ho imparato la tecnica.”

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