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Cos'è la profondità di campo?
Kamera Express
Cos'è la profondità di campo?
La profondità di campo è nota anche con l'acronimo DOF. In fotografia, questo termine descrive la parte nitida di una foto. Una grande profondità di campo significa che l'intera foto è a fuoco. Ma cos'è esattamente la profondità di campo e come si utilizza? È arrivato il momento di mettere a fuoco questo argomento.
Profondità di campo?
Immagina di avere un orto e di voler fotografare un pomodoro. Ha appena piovuto e le gocce d'acqua riposano ancora meravigliosamente su di esso. È il momento giusto per scattare una foto. Le gocce d'acqua sul pomodoro sono perfettamente a fuoco, mentre gli altri pomodori appesi allo stesso ramo sono sfocati. La parte più nitida che vedi nella tua foto è chiamata profondità di campo. In parole semplici, la profondità di campo è l'area nitida che si estende da un punto vicino a uno lontano. Non è quindi vero che solo il punto su cui hai messo a fuoco risulta nitido nella foto: c'è anche un'area davanti e dietro di esso. L'ampiezza di quest'area dipende da diversi fattori: apertura del diaframma, lunghezza focale e distanza. Questi fattori influenzano la nostra percezione della profondità di campo.
Torniamo al pomodoro. Poiché solo una piccola parte è nitida — in questo caso il pomodoro — parliamo di una profondità di campo ridotta. Ora prendiamo lo stesso pomodoro e lo mettiamo in una serra piena di piante di pomodoro. Non vuoi mostrare solo una parte dello spazio, ma l'intera serra. Questo si chiama grande profondità di campo: tutto, dal primo piano allo sfondo, appare nitido.
Ecco perché una grande profondità di campo è spesso utilizzata nella fotografia paesaggistica e architettonica: si vuole vedere tutto nella foto. Una profondità di campo ridotta è invece più comune nella fotografia di ritratto o macro.


Perché la profondità di campo?
Guardando una foto, gli occhi si dirigono sempre prima verso la parte più nitida. Non è possibile evitarlo: accade in modo automatico. Giocando con la profondità di campo, puoi guidare chi guarda la foto e mostrargli cosa ritieni importante, ovvero quello che vuoi comunicare con l'immagine.
Giocare con il diaframma e la profondità di campo
Torniamo brevemente sull'importanza del diaframma, della lunghezza focale e della distanza dal soggetto. Dopodiché potrai iniziare a sperimentare con calma. Il diaframma è l'apertura dell'obiettivo. All'interno di questa apertura si trovano più lamelle che scorrono l'una sull'altra, permettendo di allargare o restringere l'apertura. È importante ricordare che più l'apertura è piccola, più ampia diventa la zona di nitidezza. Quindi, con un'apertura del diaframma grande, si ottiene una profondità di campo ridotta. Il diaframma è un concetto molto più ampio, ma per la profondità di campo questo è l'aspetto più importante da conoscere in questo momento.
Lunghezza focale e distanza sono in realtà due concetti collegati, spesso combinati nell'espressione distanza focale. Con la distanza focale consideriamo la distanza tra il fotografo o la fotografa e il soggetto, scegliendo poi la lunghezza focale di conseguenza. Il punto focale è il punto in cui tutta la luce converge sul sensore della fotocamera. La lunghezza focale è indicata sull'obiettivo stesso, riconoscibile dal numero di millimetri riportato. Essa determina quanto si vede nelle foto e quanto grande appare il soggetto nel fotogramma. Possiamo scegliere noi stessi quanto vogliamo mostrare.
Cos'è il bokeh?
Probabilmente hai già incontrato il termine bokeh. Bokeh deriva dalla parola giapponese “boke” e significa sfocatura. Quando parliamo di bokeh, ci riferiamo alla qualità della sfocatura nella foto — ovvero il modo in cui forme rotonde e colori si fondono insieme. Il bokeh si ottiene solo con una profondità di campo ridotta.